E al lunedì testa bassa,mente che ronza,ossa stanche,leggero senso di nausea,ribellione. Il lunedì tocca andare a lavorare. La sveglia. L’odio. Colazione svogliata e poi via si esce di casa. Parcheggio,cancellone appena aperto,che ti tira dentro nonostante il tuo rifiuto. Mano al super cartellino stile carta di credito. Banda magnetica che sfrega sul supporto e…bip!Ci sei,sei dentro.
La macchina ti aspetta,vuol essere avviata per costringerti ai suoi ritmi,ai suoi tempi. La macchina è spesso rumorosa,veloce,calda,dura e cattiva.
Cilindri che girano,cuscinetti che stridono,tubi che ustionano,ventole veloci,scale unte,selettori da girare,coltelli da abbassare,ingranaggi che picchiano,schermi pc accesi,manometri traballanti,pompe che pompano e poi,sette persone che girano intorno! Schiavi della macchina,costretti a vivere in simbiosi per otto ore,veri e propri prolungamenti dei macchinari in carne ed ossa,protesi pensanti. Uomini macchina,per otto ore.
E attento a non rompere troppo il cazzo! Mille vite precarie son pronte a prendere il tuo posto. E che non lo sai che conviene dir di si? Non lo sai che ad ogni no vai contro gli interessi dell’azienda? E allora cazzo pensa a lavorare che ti pagano per questo non per dare aria alla bocca.
E non fa nulla se quando alle due del pomeriggio vai a casa distrutto. Chi se ne frega se quando arrivi a casa sei spesso così stanco da non riuscire a fartene niente del tuo bel pomeriggio libero. Dopo qualche ora di sonno sarai pronto ad affrontare un’altra bella giornata di lavoro,una giornata produttiva.